Intervista a Michele Brucoli per CTE Lift - Tecnol srl

Intervista a Michele Brucoli per CTE Lift

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In questo nuovo articolo vi preponiamo una vecchia intervista a Michele Brucoli che rilasciò nel Luglio del 2013 al portale web di CTE Lift.

1. Qual è la sua attività principale? 
Ci occupiamo di noleggio, vendita e assistenza di piattaforme aeree.

2. Da quanti anni opera nel settore? 
Abbiamo iniziato nel 1986.

3. Come si è evoluta la sua azienda nel corso degli anni? 
L’evoluzione è stata lenta ma costante, ci siamo posti sempre alla ricerca di nuove tecnologie nel settore del sollevamento di persone e materiali. Nel frattempo abbiamo creato attività complementari per soddisfare le più svariate richieste del mercato e abbiamo impegnato appieno tutte le risorse in nostro possesso.

4. Quali sono i confini territoriali della sua azienda/attività? 
Aerea Sud si sviluppa nelle regioni Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, oltre alle regioni adriatiche, ed in piccola percentuale seguiamo anche l’estero.

5. Come si rapporta nei confronti della sua concorrenza/nel mercato si propone come un operatore attento alla competitività e propositivo? 
Non sono molto attento alla concorrenza, io credo profondamente che un’azienda deve fare un proprio percorso. Il mio obiettivo è migliorare la qualità della mia azienda per poter offrire un servizio sempre più competitivo e tecnico, avvalendomi della mia esperienza e di quella dei miei collaboratori.

6. Come si sta evolvendo il mercato in questi ultimi tempi? 
Diminuiscono le vendite ma aumentano i noleggi, un percorso naturale in un momento di crisi.

7. Come è organizzato il servizio assistenza per i vostri clienti? 
Dedichiamo molta attenzione agli acquisti dei mezzi chiedendo alle case costruttrici affidabilità e sicurezza, monitoraggio e manutenzione costante. Naturalmente nessuno è perfetto ed è per questo che garantiamo la reperibilità telefonica dei nostri tecnici e un’officina mobile che esegue interventi quasi esclusivamente in Puglia. In altri casi ci avvaliamo della collaborazione di aziende esterne specializzate.

8. Che dimensioni ha il vostro parco macchine? 
La nostra è una flotta di 146 macchine ed è costituita dalle più svariate tecnologie nel settore del sollevamento persone e materiali.

9. Quali tipologie di macchine possedete? 
Piattaforme aeree autocarrate, semoventi elettrici e diesel, ragni, autogru, autoscale, miniescavatori, minipale, ponteggi elettrici discendenti e ascendenti, gruppi elettrogeni, sollevatori telescopici fissi e rotanti, e varie attrezzature per l’edilizia.

10. Qual è la vostra “ricetta” – quali valori perseguite nel vostro lavoro quotidiano? 
Per me è lo stimolo a consegnare ai miei figli un’azienda che darà soddisfazione a loro pari a quella che ho avuto io.

11. Quante piattaforme CTE possiede? 
Tenendo conto dei vari brand di CTE e del settore gru Effer, possediamo piattaforme aeree autocarrate, autoscale, semoventi e gru, per un totale di 21 mezzi.

12. Che cosa ha determinato la scelta di acquisto di piattaforme CTE? 
L’utente finale che ha già utilizzato una piattaforma aerea CTE, in seguito chiede nuovamente un prodotto CTE perché ne conosce il funzionamento. Gioca un ruolo molto importante sulla scelta anche la capillarità di CTE su tutto il territorio nazionale.

13. In quali applicazioni le piattaforme CTE sono vincenti? 
Credo non ci sia un solo campo specifico, secondo me sono le più richieste, utilizzate e vincenti nell’impiantistica industriale.

14. Cosa cercano i suoi clienti in una piattaforma? Cosa determina, oggi, la loro scelta? 
In questi ultimi anni, purtroppo, è il prezzo a far decidere.

DOMANDE PERSONALI:

16. Noleggiatore è la tua professione, ma quali sono le tue passioni? 
Rimane sempre la mia professione.

17. Trovi comunanza tra le tue passioni e il tuo lavoro? 
Certamente, direi sempre.

18. Qual è la soddisfazione più grande che hai ricevuto in ambito lavorativo e in ambito privato? 
In ambito lavorativo, sono orgoglioso di essere stato tra i primi in Italia a credere in quelle che oggi sono le piattaforme aeree e che ieri erano considerate solo “nuove tecnologie”. Ho investito e ipotecato la mia vita facendo una scelta importantissima, innanzitutto ho abbandonato un lavoro cosiddetto sicuro – come operatore di macchine utensili presso un’azienda di primaria importanza nazionale – per dedicarmi ad un lavoro in un primo tempo incerto, ma nel quale credevo profondamente.
La soddisfazione privata più grande è quella di aver contribuito nella formazione culturale e progressista della sicurezza per i lavori in quota, e poi quello di lasciare ai miei figli Tina, Cristina e Giuseppe l’onere e la soddisfazione di perfezionare e trasmettere a loro volta la cultura del lavoro.

 

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